Come può l'RFID migliorare la gestione dei resi nel retail? Associando un'identità digitale univoca a ogni singolo articolo, la tecnologia RFID permette di identificare più rapidamente il prodotto restituito, verificarlo, aggiornare l'inventario e reinserirlo nei flussi logistici e commerciali quando può essere nuovamente venduto. Questo rende l'RFID particolarmente utile nella reverse logistics, cioè l'insieme dei processi che gestiscono il percorso inverso dei prodotti dal cliente verso il retailer, il magazzino o il centro di distribuzione.

In un retail sempre più omnicanale, la gestione dei resi non rappresenta, infatti, soltanto un'attività post-vendita. Un prodotto acquistato online può essere restituito in negozio, un articolo acquistato in un punto vendita può rientrare attraverso un altro canale e la merce restituita deve essere identificata, verificata, classificata e correttamente reinserita nell'inventario. Più rapidamente il retailer conosce lo stato del prodotto restituito, più rapidamente può decidere cosa farne. È in questo passaggio che la visibilità offerta dall'RFID può rendere la reverse logistics più efficiente.

Cos'è la reverse logistics nel retail?

La reverse logistics, o logistica inversa, comprende tutti i processi attraverso i quali un prodotto percorre una parte della supply chain nella direzione opposta rispetto al normale flusso distributivo.

Nella logistica tradizionale il prodotto si muove dalla produzione verso il centro di distribuzione, il punto vendita e infine il cliente. Nella reverse logistics il percorso può iniziare dal consumatore e tornare verso il negozio, il magazzino o altre strutture della rete distributiva. I resi rappresentano uno degli esempi più evidenti, ma il processo non termina nel momento in cui il retailer riprende possesso dell'articolo. Il prodotto deve essere identificato e verificato, il sistema deve registrarne il rientro e deve essere stabilito se può tornare immediatamente disponibile alla vendita oppure se necessita di ulteriori controlli o deve seguire un percorso differente.

Quando i volumi dei resi aumentano, attività manuali e informazioni frammentate possono rallentare il processo e generare discrepanze tra merce fisicamente rientrata e inventario disponibile.

Come funziona la gestione dei resi con RFID

L'elemento fondamentale dell'RFID applicato alla reverse logistics è la possibilità di attribuire una identità univoca al singolo articolo. Non si tratta quindi soltanto di riconoscere la categoria o lo SKU del prodotto, attraverso l'item-level tagging, ogni unità può essere identificata singolarmente e associata alle informazioni disponibili nei sistemi del retailer. Questa identità accompagna il prodotto e può essere utilizzata anche quando l'articolo entra nel flusso inverso di un reso.

Identificare il singolo prodotto restituito

Un codice prodotto tradizionale consente di sapere, ad esempio, che l'articolo appartiene a un determinato modello, colore o taglia. Un identificativo RFID univoco permette invece di distinguere quella specifica unità dalle altre unità dello stesso prodotto. Questa granularità è particolarmente importante nei processi di reso, perché permette al sistema di riconoscere più precisamente l'articolo che sta rientrando. L'operatore che deve gestire l’articolo reso può, quindi, lavorare su un prodotto identificabile digitalmente anziché affidarsi esclusivamente alla lettura manuale di etichette e codici.

Rendere più rapido il controllo del reso

Una volta identificato il prodotto, il retailer deve verificare il reso e stabilire il passaggio successivo. L'RFID rende più rapido il processo di identificazione e registrazione e riduce le attività manuali, ma la tecnologia non sostituisce le verifiche necessarie a stabilire lo stato fisico del prodotto.

Aggiornare l'inventario dopo il reso

Il momento in cui il prodotto rientra fisicamente nella disponibilità del retailer è particolarmente importante. Se le condizioni del prodotto consentono di rimetterlo in vendita, una gestione più rapida del rientro permette di aggiornare l'inventario e rendere nuovamente disponibile l'articolo. Questo riduce il tempo durante il quale la merce restituita rimane fuori dallo stock vendibile e aiuta il retailer a recuperare più rapidamente il valore del prodotto.

RFID e resi omnicanale: mantenere la continuità tra online e negozio

L'omnicanalità ha reso il processo di reso più flessibile per il consumatore, ma anche più complesso per il retailer. Il percorso di ritorno del prodotto non coincide necessariamente con quello utilizzato per l'acquisto. Un articolo ordinato online può, ad esempio, essere restituito in un punto vendita attraverso un processo di BORIS (Buy Online, Return In Store). Il negozio si trova quindi a ricevere un prodotto proveniente da un altro canale, lo deve identificare, registrare e occorre stabilire come reinserirlo nella rete distributiva. L'identificazione RFID a livello di singolo articolo può aiutare a mantenere continuità informativa tra i diversi touchpoint, riducendo la distanza tra e-commerce, punto vendita e inventario.

Se il prodotto può essere rimesso in vendita, il suo rientro deve inoltre riflettersi correttamente sulla disponibilità comunicata agli altri canali. Questo passaggio è importantissimo quando l'inventario del punto vendita alimenta anche servizi come Click & Collect e Ship-from-Store: un reso gestito correttamente diventa immediatamente nuovo stock disponibile per una vendita fisica o digitale.

RFID e prevenzione delle frodi sui resi

La gestione dei resi non riguarda soltanto efficienza e velocità, è anche un processo nel quale il retailer deve verificare che il prodotto restituito sia effettivamente quello associato alla transazione. Grazie all’identificazione univoca offerta dall'RFID può aggiungere un ulteriore livello di controllo.

Se ogni articolo possiede una propria identità digitale, è possibile verificare con maggiore precisione quale specifica unità sta rientrando, anziché basarsi soltanto sull'identificazione generica dello SKU. Questo può contribuire a individuare anomalie nel processo di reso e a contrastare alcune forme di frode, aumentando contemporaneamente la tracciabilità del prodotto.

L'RFID può quindi collegare due aree spesso considerate separatamente: gestione dell'inventario e loss prevention.

Quali sono i vantaggi dell'RFID nella reverse logistics?

Applicare la tecnologia RFID anche alla gestione dei resi non significa semplicemente velocizzare la lettura di un'etichetta, ma come già detto avere una visibilità chiara e sempre attuale sul prodotto durante il suo percorso a ritroso nella supply chain. Volendo riassumere i principali vantaggi, abbiamo:

Meno attività manuali ed errori - l’identificazione automaticamente del prodotto riduce la necessità di controlli manuali e diminuisce gli errori associati alla registrazione dei resi. Soprattutto se i volumi sono elevati, identificare rapidamente numerosi articoli e collegarli alle informazioni corrette rende il processo più efficiente.

Prodotti nuovamente disponibili più velocemente - un prodotto restituito e idoneo alla reimmissione nel processo di vendita genera valore solo nel momento in cui torna effettivamente disponibile. Ridurre il tempo di identificazione, registrazione e reintegrazione nell'inventario, abbrevia il periodo durante il quale la merce rimane fuori dallo stock. Un aspetto molto importante nei settori con elevata rotazione o forte stagionalità.

Maggiore visibilità sui flussi di ritorno - i dati che l’RFID fornisce possono essere letti non solo a livello di singolo reso, ma anche al livello di sui flusso di prodotti. Comprendere quali articoli stanno rientrando, dove si trovano e come vengono reinseriti nella rete distributiva aiuta a costruire una reverse logistics più trasparente. Il reso smette di essere un evento isolato e diventa una fase tracciabile del ciclo di vita del prodotto.

RFID, reverse logistics e sostenibilità della supply chain

Una gestione più efficiente dei resi ha effetti anche sull'utilizzo delle risorse lungo tutta la supply chain. Infatti, quando un prodotto restituito rimane a lungo non identificato o fuori dallo stock disponibile, aumenta il rischio di movimentazioni non necessarie, inefficienze logistiche e perdita di opportunità di rivendita. La maggiore visibilità garantisce la possibilità di prendere decisioni più rapide sul destino del prodotto. In questa prospettiva, la reverse logistics non è un processo separato dalla supply chain: ne rappresenta il percorso inverso e deve essere gestita con lo stesso livello di visibilità e tracciabilità.

La tecnologia RFID non rende automaticamente sostenibile il processo logistico, ma aiuta fornendo dati necessari per ridurre inefficienze e migliorare la gestione dei prodotti lungo il loro ciclo di vita. Puoi leggere qui l’articolo di approfondimento su “Tag RFID per inventario: come migliorano stock e supply chain” >>