L’inverno ormai alle porte rappresenta storicamente la stagione in cui i retailer registrano tendenzialmente perdite superiori alla media. È quanto attesta, ad esempio, l’ultima Ricerca “La sicurezza nel Retail in Europa” redatta da Crime&tech nel 2019, secondo cui le differenze inventariali più elevate coincidono con il rilascio di nuove collezioni / prodotti e con le festività.

 

Secondo il Centre for Retail research, inoltre, larga parte delle vendite e dei profitti annuali dei retailer arriva nel trimestre che precede il Natale (per questo definito dallo stesso Istituto “The Golden Quarter”). A favorire questo trend di crescita hanno partecipato negli anni una serie di fattori, che vanno dalla naturale propensione del consumatore ad aumentare gli acquisti in vista delle festività, ad una serie di azioni che il retailer pianifica proprio per favorire e incentivare tale spinta. Attenzione ad un packaging particolare, ma anche al modo in cui proporre a scaffale i prodotti, sono certamente asset che il settore riconosce essenziali in ottica di esposizione della merce all’interno dei punti vendita.

La maggiore rotazione di alcune tipologie di articoli e l’esigenza di prevedere un più frequente riassortimento degli scaffali concorrono d’altro canto, in alcuni casi, a favorire anche l’aumento di furti e tentativi di taccheggio dei prodotti.

 

Per i retailer, pur nell’incertezza cui l’attuale scenario ci pone di fronte, prepararsi al Natale deve tradursi nel prendere coscienza della necessità di attuare misure adeguate a contrasto delle perdite, al fine di mantenere da un lato incassi continui, consistenti e, possibilmente, crescenti e, dall’altro, per ridurre al minimo gli ammanchi e i disallineamenti a magazzino.

 

In quest’ottica avvalersi di un programma di Protezione alla Fonte può far la differenza.  I benefici di questo tipo di progetti strategici sono ormai ben noti ai retailer: la merce è già pronta per la vendita, poiché arriva integra nel proprio aspetto grazie a etichette EAS non visibili e discrete, inserite direttamente nel packaging. Avvalersi di merce ready to shelf consente poi allo staff di dedicare minore tempo all’etichettatura in store a beneficio del supporto alla vendita front-end. In generale questo tipo di logistica più veloce, sicura e controllata, lungo tutta la filiera, rappresenta un valore aggiunto che, per le aziende, si traduce in un maggior numero di conversioni (e quindi in maggiori profitti), ma anche in un aumento del ROI (Return of investment) per questo tipo di progetti.

 

Checkpoint Systems, che da oltre 50 anni studia soluzioni e tecnologie a supporto del settore, propone da tempo un programma per i retailer, che prevede consulenza completa atta a garantire il raggiungimento degli obiettivi previsti senza impattare sulle modalità operative della distribuzione né sui processi produttivi.

 

Un programma di source tagging oggi è accessibile in tempo brevi a qualsiasi livello e dimensione di impresa. Nel giro di qualche settimana è possibile implementare un progetto che permetta di inserire a scaffale un prodotto già protetto alla fonte e che, specie in un periodo come quello Natalizio a cui ci prepariamo, può fare la differenza in termini di massificazione delle vendite e contenimento delle differenze inventariali.

Nuove referenze, pronte in tempi rapidi, consentono poi di spingere al massimo le vendite dei cosiddetti prodotti in-out, cioè quegli articoli non continuativi e pensati ad hoc per periodi strategici (ad esempio alcolici in confezioni speciali, box dedicati con selezioni di prodotti alimentari, ecc.): grazie alle soluzioni di Checkpoint Systems ad esempio  il retailer può permettersi di proteggere efficacemente queste referenze senza intaccarne l’integrità e dunque l’appeal estetico che il prodotto esercita sull’acquirente.

 

Durante il lockdown i consumi di alcuni settori, come il food, sono aumentati esponenzialmente e, basandoci sulla recente evoluzione, noi di Checkpoint Systems immaginiamo quindi che il fenomeno possa ripetersi nel periodo Natalizio. Le maggiori pressioni nel comparto, dovute ai nuovi Dpcm e all’esperienza pregressa, quindi, pensiamo impegneranno molto di più il personale dei punti vendita e riteniamo che potersi avvalere di un programma di protezione concorra tra le soluzioni per gestire in modo migliore il business in questo nuovo periodo di incertezza.

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